Le Pillole del Benessere


DALLE NOSTRE NEWSLETTER


Storie, eventi, notizie, articoli e progetti che riusciremo a scovare tra i più edificanti e positivi sul tema della FAMIGLIA in relazione a SCUOLA, CULTURA, SOCIETA', PSICOLOGIA, LEGISLAZIONE e quant'altro.

Il nostro obiettivo sarà quello di offrirvi piccoli-grandi spunti di riflessione tutti al positivo!
Crediamo infatti che novità ed esempi concreti di ciò che siamo in grado di fare come individui o come famiglie, siano i mattoni per costruire insieme una società migliore alla quale vogliamo dare il nostro, seppur piccolo, contributo!

Buona lettura di seguito e a presto con i vostri commenti e osservazioni (oppure esperienze personali) per tutti coloro che vorranno condividerli sulla nostra pagina Facebook! Pubblicheremo anche lì le nostre Pillole del Benessere!




------------------

                                                               

Il tema: 
PICCOLI GRANDI INSEGNAMENTI


Il caso:
La grande lezione di vita di una mamma alla figlia adolescente...con un dentifricio!


Immagine incorporata 1

Amy Beth Gardner è la mamma di Breonna, una ragazzina di 11 anni che ha appena iniziato la scuola media e che vive in Tennessee con la sua famiglia. Amy ha pensato di dare alla figlia una lezione di vita importante sulla gentilezza e sul bullismo e per farlo ha usato come stratagemma un tubetto di dentifricio.
Vista la buona riuscita dell’esperimento, Amy ha pensato di raccontare la sua storia su Facebook e di postare una foto simbolica su Instagram, nella speranza di trasmettere un messaggio positivo ad altre mamme e genitori.
L’idea ha funzionato dato che il suo post in meno di una settimana è stato condiviso su Facebook più di 670 mila volte, facendo letteralmente il giro del mondo.
La sera precedente al primo giorno di scuola Amy è andata incontro alla figlia con un tubetto di dentifricio in mano e le ha chiesto di spremere l’intero contenuto su un piatto. La figlia ha portato a termine il proprio compito e a questo punto la richiesta della mamma è stata molto chiara: era arrivato il momento di rimettere tutto il dentifricio nel tubetto.

tubetto dentifricio

Breonna naturalmente ha obiettato alla mamma che si trattava di un’impresa impossibile. Ed ecco che Amy ha colto l’occasione per spiegare alla figlia qualcosa di importante sulla vita, con l’intento di prepararla ad iniziare al meglio la scuola media.
“Stai per avere l’opportunità di usare parole in grado di ferire, umiliare e calunniare gli altri, oppure di usare le parole per guarire, incoraggiare ispirare gli altri. Proprio come per questo dentifricio, una volta che le parole lasciano la bocca è impossibile rimetterle al loro posto” – ha spiegato la mamma alla figlia.

Immagine incorporata 3

Con queste parole e con lo stratagemma del tubetto di dentifricio Amy ha voluto mettere in guardia la figlia dal bullismo e le ha chiesto di essere parte della soluzione, non del problema. Il bullismo purtroppo è molto diffuso alle scuole medie: si può stare dalla parte di chi aiuta gli altri o di chi li ferisce ed Amy ha spiegato alla figlia come fare la scelta giusta.
Ora la mamma si augura che grazie allo stratagemma del dentifricio e a poche parole semplici e chiare sua figlia possa fare la differenza nella sua scuola con il suo modo di comportarsi e di rivolgersi agli altri. Ha voluto spiegare a Breonna che le parole che pronunciamo hanno un grande peso, che le possiamo scegliere di volta in volta e che le possiamo usare per far del male alle persone o per aiutarle.
“Non rimpiangerai mai di aver scelto la gentilezza” – ha concluso la mamma.

Immagine incorporata 4

Speriamo che questo messaggio si diffonda il più possibile grazie al Web e che non solo gli studenti della scuola media ma tutte le persone che lo leggeranno potranno rifletterci su e metterlo in pratica scegliendo parole positive, di consolazione, di gioia e di conforto.

(Liberamente tratto da un articolo di Greenme)


------------------------------------------------





Il tema: 
L'AMORE E' NELLE PICCOLE COSE!


Il caso:
Tre artisti ci illustrano e ci ricordano come l'amore sia da ricercare e da coltivare nella semplicità della vita quotidiana.

Immagine incorporata 1.

L'amore non è fatto solo di grandi gesti, come nei film o nei romanzi, ma vive in tante piccole cose che popolano le nostre vite e che, con la loro semplicità, ci rendono felici e danno un senso alle nostre giornate.
È questo il messaggio che una delle tre illustratrici, Nidhi Chanani, vuole veicolare con le sue illustrazioni, che catturano i momenti della nostra quotidianità in cui la presenza dell'amore si fa tangibile.
"Siamo circondati da distrazioni." – commenta in proposito Chanani– "È facile dimenticare l'amore. L'amore che viene da lontano e l'amore che vive dentro di noi. Eppure io lo vedo nei volti dei miei amici, degli animali che ci circondano, nel caldo abbraccio di mio marito e nel sorriso di mia figlia."

LEGGERE INSIEME UN LIBRO

Immagine incorporata 2




GIOCARE E SCHERZARE

Immagine incorporata 5




CUCINARE

Immagine incorporata 4



VIAGGIARE INSIEME

Immagine incorporata 16

Non servono grandi plateali e regali costosi. Le scende da film lasciamole al cinema. Per dimostrare i propri sentimenti bastano piccoli gesti. Una carezza, una coperta sulle spalle o anche fare la spesa insieme. L'artista Puuung ha cercato di catturare con i suoi disegni tutti quei momenti che riassumono l'amore con la A maiuscola.
Le sue illustrazioni sono toccanti e servono tutte a dimostrare che nelle relazioni di ogni giorno sono più importanti i piccoli attimi rispetto ai grandi gesti.
"L'amore è una cosa che riguarda tutti. E arriva in modi che possiamo facilmente trascurare nella nostra vita quotidiana. Quindi, cerco di trovare il significato dell'amore nella nostra vita quotidiana per farne opere d'arte”, scrive Puuung su Facebook.

ADDORMENTARSI INSIEME SUL DIVANO

Immagine incorporata 6




UNA COPERTA SULLE SPALLE

Immagine incorporata 7




UN ABBRACCIO IN CUCINA

Immagine incorporata 8



GUARDARE LA TV INSIEME

Immagine incorporata 9



UN BACIO INATTESO

Immagine incorporata 10

Una relazione felice e duratura può davvero migliorare la vita. Chi sta vivendo una buona relazione con il proprio partner, però, sa che non è sempre semplice portare avanti il rapporto al meglio.
La situazione in ogni caso, anche quando ci sono dei piccoli problemi, può sempre cambiare in meglio, se lo vogliamo, ad esempio seguendo i consigli delle fantastiche illustrazioni del progetto Power of Positivity. Sono le piccole cose, le piccole attenzioni di ogni giorno, a salvare e far durare le relazioni di coppia. Eccone alcune...

DIMOSTRATE APPREZZAMENTO E GRATITUDINE PER LE PICCOLE COSE
Immagine incorporata 11


PARLATE APERTAMENTE DEI VOSTRI PROBLEMI

Immagine incorporata 12




NON ANDATE MAI A DORMIRE SENZA AVER FATTO LA PACE

Immagine incorporata 13


Sembra facile ma, troppo spesso,  siamo così presi dal turbinio e dallo stress della nostra vita quotidiana che facciamo fatica a ricordare quanto amore sia presente nelle nostre vite. È un dono prezioso di cui spesso non siamo pienamente consapevoli.


ED INFINE AMARSI PER SEMPRE...

Immagine incorporata 15




Link agli articoli sul Web:







Riflessioni:

Nella corsa contro il tempo a cui ci sottoponiamo quotidianamente, troppo spesso dimentichiamo il motivo per cui ci sacrifichiamo e stressiamo tanto tutto il giorno...l'amore che proviamo verso il nostro partner, verso la nostra famiglia e verso tutte quelle cose che ci stanno a cuore!
Riscoprire la dolcezza di un gesto gentile o il calore di una carezza affettuosa ci salva dal condurre una vita vuota e priva di senso.
Le illustrazioni postate parlano da sé, ma a parlare realmente sono le immagini che quotidianamente abbiamo davanti agli occhi e che non devono mai più sfuggirci di mano!




------------------





Il tema: 
SHARING ECONOMY


Il caso:
La storia di Lucio, Anna e Gaia. Una famiglia italiana in viaggio grazie al baratto.




Lasciare la propria comfort zone e capovolgere le proprie abitudini per vivere un’esperienza diversa, all’insegna della sharing economy: la storia di una famiglia speciale che ha deciso di esplorare un nuovo modo di vivere basato sul baratto.



Loro sono Lucio, Anna e la piccola Gaia di soli 5 anni e tutto è cominciato con un disegno della bimba: un pollo con quattro zampe. La bambina infatti, abituata alle confezioni del supermercato che in genere contengono quattro cosce di pollo, dava per scontato che appartenessero tutte allo stesso esemplare.
Da qui l’idea di Lucio e Anna di rimettersi in gioco, abbandonare la propria comfort zone e capovolgere le proprie abitudini per vivere un’esperienza diversa: dopo aver riflettuto a lungo hanno deciso di partire e intraprendere viaggio in cui incontreranno famiglie che hanno già intrapreso la loro esperienza, ognuna con un motivo e un obiettivo da perseguire e in cui alla base di tutto vi sarà il baratto.
Un viaggio “Unlearning”, questo il nome del progetto, all’insegna dell’economia collaborativa!


Parola d’ordine: sharing economy. Ma quali saranno le sfide che affronteranno Lucio, Anna e Gaia?
I SITI PER IL BARATTO UTILIZZATI PER IL VIAGGIO DI LUCIO, ANNA E GAIA - Per cominciare, utilizzeranno il tempo come moneta e affronteranno i propri spostamenti affidandosi agli utenti di BlaBlaCar, in modo da limitare l’impatto ambientale dei loro viaggi.
Per coprire le spese della propria abitazione, si sono affidati a Airbnbil portale per la condivisione e la prenotazione online di case, ville, appartamenti e alloggi in tutto il mondo e tramite Homelink, in Inghilterra avranno a disposizione una casa mentre la loro abitazione genovese sarà abitata dalla famiglia inglese con cui hanno concordato lo scambio.
Numerose, inoltre, le possibilità offerte loro da Timerepublik, la banca del tempo digitale, attraverso la quale Lucio e Anna potranno pagare i diversi tipi di servizi, utilizzando solo il proprio tempo come moneta. Ad esempio, potranno impartire lezioni di lingua italiana e ricevere crediti in tempo poi spendibili per chiedere a qualunque altro utente, in qualunque momento, aiuti pratici, riparazioni, corsi e così via.
Attraverso Reoose invece, Lucio, Anna e Gaia stanno barattando gli oggetti che non utilizzano più in cambio di crediti virtuali che hanno già scambiato con un letto aggiuntivo, sacco a pelo, e scarponi utili al loro viaggio.
Senza contare che, nelle città che visiteranno potranno anche approfittare delle cene organizzate dagli utenti di Gnammo.
Un’esperienza unica quella di Lucio, Anna e Gaia, una famiglia coraggiosa!
L'obiettivo finale è far conoscere nuove idee per l'economia di una famiglia,nuovi modi di viaggiare, conoscere o semplicemente vivere più a misura d'uomo. "Come noi ci sono altre "famiglie in viaggio" che abbiamo scoperto in community e forum online. Cercheremo di incontrarle per dar voce anche alle loro storie", continuano i viaggiatori green.
La loro storia diventerà infatti un documentario, UNLEARNING, che vuole raccontare questo viaggio per il mondo non con solo con taglio "avventuroso", ma anche didattico e rassicurante. Una sorta di guida, insomma, pensata per il mercato sia inglese che italiano. Per produrlo, in puro spirito green, vogliono realizzare un progetto condiviso e fatto "dal basso" mediante il crowdfunding:"prevenderemo tramite il sito indiegogo, il documentario direttamente agli interessati permettendoci così di realizzare il nostro lavoro... E il nostro sogno", conclude la coppia. Il bello di questa storia? Forse è proprio che tutto parte da una bambina. E da un pollo...

Link agli articoli sul Web:




Link ai Video su Youtube:





Riflessioni:

In un mondo in cui l'apparenza sta prendendo il sopravvento, riuscire a rendersene conto e a prendere una posizione netta al riguardo spesso può rappresentare non solo il superamento di una percezione distorta dei reali valori della vita, ma anche l'opportunità di creare in modo nuovo e creativo una valida alternativa alla routine cui normalmente siamo abituati e che troppo spesso ci va stretta!
Anche senza fare scelte radicali, possiamo decidere da subito di sperimentare comunque a piccoli passi nuovi orizzonti, che siano di beneficio per noi e per la nostra famiglia non solo da un punto di vista economico ma anche e soprattutto, da un punto di vista umano.
Disimparando... si impara!





--------------------------------






Il tema: 
INTELLIGENZA EMOTIVA

Il caso:

La Ricerca del Dr. J. Gottman - L'educazione dei bambini con l'Intelligenza Emotiva.

Immagine incorporata 1

Pianti, rabbia e capricci possono essere l'occasione per allenare vostro figlio a sviluppare la sua intelligenza emotiva, facoltà fondamentale per crescere sicuri di sé, felici e bravi a scuola. Lo psicologo americano John Gottman spiega come fare in 5 passi.


I bambini più equilibrati e sereni, più sicuri di sé, migliori a scuola e anche i più felici, sono quelli con l'intelligenza emotiva più sviluppata. Cioè quell'intelligenza che sta alla base dell'autocontrollo, dell'attenzione verso gli altri e dell'empatia.

Sono i risultati di uno studio, durato diversi anni, effettuato dallo psicologo americano John Gottman. Un altro importante risultato della ricerca di Gottman è che questa intelligenza non è innata, ma si può imparare. E gli insegnanti migliori sono i genitori, che possono diventare dei veri e propri allenatori emotivi.


Immagine incorporata 3
Il concetto di allenamento emotivo si basa sulla la capacità di immedesimarsi nei nostri figli, di provare empatia nei loro confronti. "Sfortunatamente l'allenamento emotivo non viene naturale a tutti i genitori solo per il fatto di amare i propri figli" dice Gottman. 
Il genitore allenatore è quel genitore che riesce sempre a mettersi nei panni del figlio, che nelle emozioni, anche negative, vede un'occasione di crescita, e che di conseguenza riesce a gestire i momenti di crisi con maggior pazienza, accettando e ascoltando tutti i sentimenti del figlio anche rabbia, tristezza, paura, senza minimizzare, sottovalutare o deridere queste emozioni.


Certo però non è un genitore permissivo: accetta i sentimenti, ma non i comportamenti, che se sbagliati vanno corretti. Anche se tendenzialmente Gottman sostiene che i bambini allenati emotivamente finiscono per comportarsi meglio dei figli di genitori troppo permissivi o troppo autoritari per tre ragioni:


1) I bambini che hanno la sensazione che i genitori li comprendano e siano davvero interessati alla loro vita non hanno bisogno di recitare e fare scene per attirare la loro attenzione;

2) I bambini allenati emotivamente fin da piccoli imparano a calmarsi da soli e riescono a rilassarsi anche sotto stress;

3) Il legame emozionale tra genitori e figli diventa più stretto e i bambini sono più ricettivi nei confronti delle richieste dei genitori, sono più disposti a compiacere che a deludere.

Immagine incorporata 4

Nella sua guida "Intelligenza emotiva per un figlio" (Bur) Gottman spiega come diventare buoni allenatori emotivi in cinque passi:

1) Prima di tutto cercate di capire se dietro il comportamento sbagliato di un bambino c'è un disagio, come una gelosia tra fratelli, un inserimento scolastico difficile ...
Quando un bambino è arrabbiato, teso, spaventato, il genitore deve fare uno sforzo per immedesimarsi in lui e capire che cosa può aver generato quest'emozione. Un bambino di tre anni non può dire "mi spiace mamma di essere noioso e capriccioso, ma il trasferimento al nuovo asilo mi ha molto stressato"... E' quindi compito dell'adulto sforzarsi di capire cosa c'è dietro e guardare il quadro generale.

2) Considerate il momento di crisi di vostro figlio come una buona occasione per allenarlo emotivamente 
Quando vostro figlio scoppia in lacrime, oppure è rabbioso o noioso, anziché innervosirvi e farvi travolgere da emozioni negative, state tranquilli e pensate a questo momento come una grande occasione per allenare vostro figlio emotivamente. Un altro atteggiamento assolutamente da evitare è ignorare o sminuire le emozioni negative  pensando che passino da sole o che non siano importanti. I bambini hanno invece bisogno di imparare a capire quello che provano sentendoselo dire dai genitori e per non crescere con delle insicurezze hanno bisogno di sentirsi compresi. Il  consiglio di Gottman è imparare a riconoscere le emozioni prima che sfocino in crisi. 

3) Ascoltate i sentimenti di vostro figlio senza giudicare né dare soluzioni
Quando siete ben consapevoli che il momento di crisi di vostro figlio è un'opportunità per insegnare e risolvere i problemi allora siete pronti per la fase più importante: l'ascolto empatico. Sedetevi alla sua altezza, parlate in modo rilassato, dedicate del tempo, dimostrate di capire quello che prova ed evitate critiche. La cosa più importante in questa fase è riconoscere il sentimento dei figli e non dare soluzioni o contraddirli pensando di minimizzare un problema.

4) Aiutare il bambino a trovare le parole per definire le emozioni che prova
Una fase estremamente importante dell'allenamento emotivo, consiste nell'aiutare i bambini a dare un nome alle emozioni che stanno provando. “Fornire ai figli le parole può aiutarli a trasformare una sensazione amorfa e sgradevole in qualcosa di definibile e quindi con confini ben precisi, come ogni altro normale elemento all'interno della vita quotidiana. La collera, la tristezza e la paura diventano così espressioni comuni a tutti e che tutti sono in grado di gestire.” dice Gottman.
 “Il bambino così non solo si sente compreso, ma ora ha anche una parola per definire il suo stato d'animo”. Studi specifici hanno dimostrato che dare un nome alle emozioni ha un effetto rasserenante sul sistema nervoso e aiuta i bambini a uscire più in fetta dalle situazioni di turbamento. 

5) Porre dei limiti ai comportamenti sbagliati e aiutare il bambino a trovare da solo la soluzione al problema
Dopo aver riconosciuto l'emozione che sta dietro un comportamento sbagliato, esservi messi nei panni del piccolo, aiutarlo a dare un nome a quello che prova, ora dovete fargli capire che se anche il sentimento e l'emozione negativa sono comprensibili certi comportamenti sono inaccettabili. E' infatti compito dei genitori porre dei limiti a capricci e comportamenti sbagliati o pericolosi. Gottman si raccomanda che nel riprendere un bambino, il genitore agisca in modo fermo ma senza ledere la dignità del piccolo.Una volta che avete fermato le urla e i pianti del bambino, dovete aiutarlo a risolvere il problema. Prima di tutto chiedete al bambino che cosa vorrebbe. “E' importante, tuttavia, astenersi da un intervento troppo pressante. Se volete veramente che vostro figlio si impadronisca delle conclusioni, dovreste incoraggiarlo a generare da solo le sue idee”
Per aiutare un bambino piccolo a trovare da solo la soluzione al problema che lo affligge potreste inscenare un gioco di fantasia, con ragazzi più grandi potete mettervi insieme a pensare diverse soluzioni, anche scrivere una lista su un foglio. 
Una volta che un bambino propone una o più soluzioni voi potreste aiutarlo a valutare qual è quella giusta chiedendogli: “Pensi che funzionerà?” “Come pensi di sentirti dopo? Come si sentiranno gli altri?”. 


Utile è raccontare come avete affrontato voi problemi simili da piccoli e che cosa avete imparato da quella esperienza. Infine se vostro figlio propende per una soluzione per voi sbagliata, ma comunque innocua, fategliela pure mettere in pratica. Così se fallirà potrete incoraggiarlo a saggiare un'altra opportunità. Inoltre la soluzione sbagliata di un problema aiuta i bambini ad analizzare i loro errori... e i piccoli imparano molto dai loro sbagli!

Immagine incorporata 5


Link all'articolo completo sul web:



Riflessioni:

Le difficoltà più grandi sia degli adulti che dei bambini oggi non risiedono più nel non saper fare qualcosa di materiale: grazie ad internet e alle tecnologie all'avanguardia possiamo sempre imparare cose nuove dirigendoci verso la libertà sociale e culturale. Ma quando non ci sentiamo più in grado di affrontare delusioni o sofferenze che la vita ci impone, a quale tecnologia possiamo ricorrere per sopperire alla nostra mancata capacità di vincere gli ostacoli emotivamente?!

Riteniamo che la ricerca di Gottman sia illuminante non solo per genitori e insegnanti che hanno tra le mani il futuro delle prossime generazioni, ma anche per tutti quegli adulti che per necessità o volontà di completezza...sentono di dover migliorare la propria Intelligenza Emotiva!

Speriamo che questo articolo possa rappresentare per voi uno spunto di riflessione e di informazione, come lo è stato per noi!









---------------------------





Il tema: 
EMPATIA E AUTOSTIMA 


Il caso:
L'insegnante che ogni giorno fa 10 minuti di complimenti ai suoi studenti disabili.


Insegnare l’autostima ai bimbi affetti da disabilità, soffermandosi ogni giorno sulle loro qualità e sulle cose che sanno fare meglio, in modo che imparino a guardare se stessi e gli altri con occhi diversi: è questo l’obiettivo di Chris Ulman, un docente di Jacksonville, in Florida, che apre ogni mattina le sue lezioni elogiando uno alla volta tutti i suoi piccoli studenti.

GUARDA IL VIDEO  

Ulman è responsabile da tre anni di una classe composta da bambini affetti da diverse patologie, che vanno dall’autismo alla sindrome di Down, a disturbi neurologici e a lesioni cerebrali gravi. 
“Il mio lavoro è di invertire la loro impostazione psicologica e aiutarli ad avere stima di sé.” – spiega Ullman – “Ricordare loro le qualità che possiedono sposta l’attenzione da ciò che non possono fare a quello che, invece, sanno e possono fare. I bambini sono diventati molto più socievoli e anche le loro abilità comunicative, verbali e non, sono migliorate notevolmente.”
Secondo Ulman, tali progressi dipendono da un approccio educativo diverso, basato soprattutto su empatia e autostima. A questo scopo, ogni mattina l’insegnante apre le sue lezioni esprimendo a ciascuno dei suoi studenti la sua soddisfazione nel vederlo lì e complimentandosi per i traguardi raggiunti, siano essi scolastici, sportivi o di altro genere. L’importante è che l’allievo si senta apprezzato, compreso e, di conseguenza, stimolato a fare meglio, imparando, nello stesso tempo, a riconoscere i successi dei suoi compagni e a gioire con loro.



“Invece di focalizzarmi sui deficit, mi concentro sui talenti. Invece di parlare di pace, amore e armonia,
 mostro loro pace, amore e armonia. La realtà di un bambino è modellata sulle esperienze dei suoi primi anni di vita. Se hanno un insegnante gretto e stanco, penseranno che il mondo sia gretto e stanco. Ma se un insegnante mostra loro pace, amore e armonia, quella, per loro, sarà la norma.”
L’idea di Ulman era di pubblicare il libro che raccontasse le storie, la routine scolastica e i progressi dei suoi ragazzi, mostrandoli attraverso i loro occhi e quelli dei loro genitori. Ma, dopo aver ricevuto una cinquantina di rifiuti da altrettante case editrici, l’insegnante ha deciso di utilizzare i social media per comunicare con il mondo e aiutare le persone ad immedesimarsi nei suoi allievi, comprendendone meglio la realtà e le esigenze.

"Si può perdonare l’ignoranza.” – conclude Ulman - “Ma non ci sono scuse per la mancanza di empatia.”



Link all'articolo sul web:



Riflessioni:
Ci piace inaugurare il nostro progetto di Pillole del Benessere con questo articolo, proprio perché rispecchia l'intento delle nostre newsletter nel ritenere di fondamentale importanza (sopratutto negli ultimi tempi in cui le negatività sembrano aver preso il sopravvento) il focalizzarsi di nuovo su tutto ciò che di bello ci offre comunque la vita. Riuscire a vedere le opportunità anche nelle difficoltà. Mettere in campo non solo la propria professionalità ma anche l'umanità e il calore in modo creativo in una cultura improntata al risultato, ci farà riscoprire i valori dell'empatia e della semplice gioia di esserci che sono fondamentali per guarire dalla sofferenza e dall'indifferenza, nostra quanto altrui.
Non un volgere lo sguardo altrove dunque, ma un guardare dritto negli occhi le avversità e con coraggio rispondere col cuore, oltre che con la mente.



------------------------